BREXIT IN BREVE FATTURAZIONE ATTIVA E PASSIVA DA E VERSO UK

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BREXIT IN BREVE

FATTURAZIONE ATTIVA E PASSIVA

A partire dal 01 Gennaio 2021.

Il 24 dicembre scorso è stato definito l’accordo sugli scambi e la cooperazione Ue-Regno Unito che disciplina le nuove regole applicabili alla circolazione delle persone, delle merci e dei servizi tra UE e UK a partire dal 1° gennaio 2021.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha emanato la Circolare n. 49 del 30 dicembre 2020 recante le disposizioni operative per i soggetti interessati dalla nuova disciplina.

A partire dal 1° gennaio 2021 sono cambiate le regole IVA relative allo scambio di beni e servizi da/verso il Regno Unito.

In breve.

Le cessioni di beni effettuate da operatori italiani nei confronti di operatori UK devono essere qualificate come esportazioni. In fattura dovrà essere riportata la dicitura “non imponibile ex art. 8, co.1, lett. a) e b), DPR 633/72”.

Gli acquisti di beni provenienti dal Regno Unito saranno soggetti alla disciplina fiscale e doganale ai sensi degli artt. 67 e 68, DPR 633/72.

Gli operatori italiani che acquistano beni dal Regno Unito, che si trovano nel territorio dello Stato al momento del trasferimento, dovranno provvedere ad emettere autofattura ai sensi dell’articolo 17, co. 2 del DPR 633/1972 non potendo più continuare ad integrare la fattura del fornitore del Regno Unito.

Per le suddette operazioni, non dovrà più essere compilato l’elenco Intrastat

Per le prestazioni di servizi generici rese da committenti stabiliti in Italia nei confronti di soggetti residenti in UK, le fatture emesse, si continuerà a riportare la dicitura “operazioni non soggette ai sensi dell’art. 7-ter del DPR 633/1972.

Per le prestazioni di servizi ricevute da soggetti residenti nel Regno Unito, il committente italiano non dovrà più integrare il documento fiscale ricevuto dal Regno Unito, ma dovrà applicare il meccanismo del reverse charge mediante emissione di autofattura.