Bonus carburanti fino a 200 euro per i dipendenti del settore privato

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Il D.L. n. 21/2022 (cd. Decreto “Ucraina”), al fine di contrastare l’impatto derivante dall’aumento dei prezzi del carburante, ha disposto un potenziamento della detassazione prevista dall’art. 51, comma 3, del TUIR; in particolare, per il 2022.

L’importo del valore dei buoni benzina ceduti gratuitamente dai datori di lavoro privati ai dipendenti non è imponibile, nel limite di 200 euro per singolo lavoratore.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 14 luglio 2022, n. 27/E, specifica quali sono i datori di lavoro e i lavoratori interessati dal beneficio, le modalità di erogazione e le regole da seguire nel caso in cui i buoni siano riconosciuti come premio di risultato.

La norma è riferita ai soli datori di lavoro “privati”, con ciò intendendosi i datori di lavoro che operano nel settore privato (circolare n. 28/E del 2022). Dunque, vi rientrano i dipendenti di:

  • imprese commerciali;
  • lavoratori autonomi;
  • soggetti che non svolgono attività commerciale (imprese agricole, società semplici, ENC senza partita IVA);
  • enti pubblici economici,

rimanendo esclusi i soli dipendenti delle PP.AA. (ex art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001).

Non sono previste particolari condizioni in capo al lavoratore dipendente.

Per individuare i potenziali beneficiari dei buoni benzina, è necessario porre attenzione alla tipologia di reddito prodotto, ossia quello di lavoro dipendente (circolare n. 27/E del 2022); ciò porta a escludere:

  • i soggetti che producono un reddito “assimilato” a quello di lavoro dipendente (a nulla rilevando il fatto che l’art. 52 del TUIR estenda loro l’applicazione del comma 3 dell’art. 51 del TUIR): co.co.co. (tra cui gli amministratori di società), tirocinanti e “borsisti”, ecc.;
  • i lavoratori autonomi occasionali.